Il mercato discografico francese ha registrato una crescita del 3,5% nel primo semestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, accumulando ricavi per un totale di 449 milioni di euro: a rivelarlo è l’ultimo rapporto del Syndicat National de l'Edition Phonographique, ente di rappresentanza dell’industria discografica nazionale. A sostenere gran parte dell’espansione sono stati i ricavi dello streaming in abbonamento, saliti del 7,5% su base annua (per un fatturato pari a 291,5 milioni di euro), segnale di uno spostamento sempre più netto dei consumatori verso i servizi audio a pagamento come canale principale di accesso alla musica registrata. Le vendite in download continuano invece a calare, mentre il fisico resta stabile ma con un peso limitato sul totale. Nel complesso, i formati digitali mantengono la leadership del mercato, trainati dagli abbonamenti, da un catalogo ampio di repertorio domestico e internazionale e dall’ulteriore diffusione delle piattaforme nel Paese. "I risultati di questo primo semestre del 2026 riflettono la buona salute del mercato discografico francese, ma anche il suo potenziale di sviluppo, in particolare nello streaming in abbonamento”, ha commentato Alexandre Lasch, Managing Director di SNEP: “Consolidare questo modello è essenziale per consentire alle etichette e ai produttori di continuare a investire, sostenere i talenti e mantenere un'offerta musicale diversificata". “L'intelligenza artificiale è chiaramente al centro delle nostre preoccupazioni”, ha aggiunto Lasch: “Sosteniamo un'AI etica che rispetti la proprietà intellettuale e le normative europee. Il disegno di legge presentato dalla senatrice Laure Darcos fornisce le risposte necessarie che devono essere urgentemente discusse dall'Assemblea nazionale. L'innovazione e la creatività potranno prosperare solo all'interno di un quadro trasparente che rispetti i diritti”. “L'integrità delle registrazioni e la prevenzione di ogni forma di frode sono fondamentali per lo sviluppo sostenibile del nostro mercato”, ha concluso il MD di SNEP: “Questo requisito guida anche le regole che applichiamo alle registrazioni generate interamente o parzialmente dall'intelligenza artificiale nelle classifiche di settore. Gli standard che presentiamo oggi permettono di distinguere l'AI utilizzata come strumento a supporto di un processo creativo umano dai contenuti sintetici o derivati da modelli non autorizzati. Le nostre classifiche devono rimanere un riflesso del lavoro creativo degli artisti, all'interno di un quadro trasparente che garantisca il rispetto dei diritti e sia aperto all'innovazione responsabile”.