Subito dopo essere intervenuto al convegno “Musica e intelligenza artificiale: opportunità, rischi e la sfida della regolamentazione”, svoltosi lo scorso mercoledì, 25 marzo, a Roma, il CEO di FIMI Enzo Mazza, in un editoriale pubblicato da Repubblica, è tornato sul tema della regolamentazione dei rapporti tra industria creativa e intelligenza artificiale. Benché l’Unione Europea, con l’AI Act, abbia “emanato la prima grande regolamentazione a livello globale” riguardante l’utilizzo di materiale coperto da proprietà intellettuale da parte degli sviluppatori di modelli generativi, il Codice di Condotta per l’applicazione del testo si trova al momento “in una fase di complessa negoziazione a Bruxelles”, resa ancora più difficile dalle pressioni che big tech come Google e OpenAI stanno esercitando sui governi di Stati Uniti (dove, in queste ore, un tribunale ha rigettato la richiesta di tre importanti editori musicali di impedire ad Anthropic l'utilizzo dei testi delle opere protette in fase di addestramnto) e Gran Bretagna, impegnati in queste settimane in discussioni volte a definire il fair use dei contenuti da utilizzare nei processi di training dei modelli. “Un obiettivo chiave dell'AI Act era quello di fornire ai titolari dei diritti strumenti che li aiutassero a esercitare e far rispettare i propri diritti affrontando i casi di evidente mancanza di aderenza alle norme esistenti da parte dei fornitori di AI generativa”, spiega Mazza, secondo il quale, tuttavia, “la terza bozza del Codice fallisce questo obiettivo e si allontana in modo significativo dagli impegni previsti”, rischiando di portare “a una maggiore incertezza giuridica sia per i titolari dei diritti sia per i fornitori di AI”. Quindi, per il CEO di FIMI: Quello che è fondamentale in questo momento è la necessità di individuare una piattaforma legale, basata sulle leggi esistenti, per consentire di sviluppare adeguate licenze. Gli sviluppatori e i distributori di IA devono ottenere licenze appropriate per qualsiasi opera protetta da copyright che utilizzano per addestrare i loro modelli di IA e un'autorizzazione appropriata se utilizzano il nome, l'immagine, la somiglianza o la voce di una persona in relazione a tale addestramento. Coerentemente con le direttive europee e le leggi esistenti anche negli Stai Uniti e i principi del libero mercato, queste licenze dovrebbero essere negoziate senza regolamentazione e nel libero mercato per garantire un valore equo e la competitività economica.