Il CEO di FIMI Enzo Mazza è intervenuto riguardo alla ricostruzione del sostegno fornito alla case discografiche da parte di Pippo Baudo in occasione dei Festival della Canzone Italiana negli anni Duemila fornita da Gianni Barbieri, dal 1996 AD di Halidon e (nel 2006) co-fondatore di Steamroller insieme all’ex Presidente di Universal Music Italia Piero La Falce. "La vicenda risale a prima del 2004 [anno nel quale le case discografiche ‘boicottarono’ il Festival per disaccordi con l’allora organizzatore della manifestazione, Tony Renis, ndr]”, ha dichiarato Mazza a Rockol: “All’epoca l’intera industria discografica era rappresentata da FIMI, che aveva Alberto Pojaghi come Presidente, Mario Limongelli [poi Presidente di PMI, dopo la ‘scissione’ degli indipendenti da FIMI nel 2005, ndr] come Vice Presidente e me come direttore generale. In quel periodo il nostro settore ingaggiò un lungo braccio di ferro con la RAI sui costi sostenuti dalle etichette per partecipare al Festival”. “Baudo, effettivamente, si interessò alla causa, che - tuttavia - non venne risolta, a causa di una serie di problemi che portarono il servizio pubblico a rifiutare gli incrementi nei rimborsi da erogare”, prosegue Mazza: “A quel punto FIMI, su mandato dei propri associati, si fece carico di prendere in esame eventuali soluzioni alternative al Festival di Sanremo, tra le quali - appunto - quella di Venezia, per la quale una delegazione composta dai vertici di FIMI (composta dal Presidente Pojaghi, dai due Vicepresidenti La Falce e Limongelli e da me in qualità di DG) incontrò il sindaco Costa. Nel frattempo, però, si consumò definitivamente la rottura tra discografia e RAI: l’allora DG del servizio pubblico Flavio Cattaneo ‘perse’ le case discografiche per l’edizione 2004 del Festival (alla quale, tuttavia, Universal Music Italia, all’epoca guidata da La Falce, partecipò, seppure con artisti non in cast ma distribuiti). Proprio grazie al lavoro di Cattaneo e di Baudo la RAI riuscì a individuare i rimborsi per l’edizione successiva del Festival, che nonostante tutto - a causa dell'allontanamento dello stesso Baudo dalla RAI - passò in gestione a Paolo Bonolis e Gianmarco Mazzi, che risolsero il tema dei rimborsi”. “L’operazione - quindi - non fu condotta dal solo La Falce, ma dall’intera delegazione di FIMI”, ha concluso Mazza. Il tema dei rimborsi alle case discografiche chiamate a partecipare al Festival di Sanremo è di estrema attualità. In attesa che si concludano le trattative tra il Comune e la RAI per la definizione di un accordo in grado di garantire al servizio pubblico l’organizzazione delle prossime tre edizioni della manifestazione, al CEO di FIMI risulta - da “indiscrezioni di stampa” - il riconoscimento delle istanze presentate dalla discografia in vista della chiusura del sodalizio tra TV di stato e Palazzo Bellevue: al momento, tuttavia, non sono stati resi noti - nemmeno ai diritti interessati - i dettagli relativi al nuovo sistema di rimborsi da riconoscere all’industria discografica in occasione dell’evento.