E' stata presentata in questi giorni la campagna Block the Deal (“Blocca l’accordo”), iniziativa promossa in modo congiunto dalle associazione di settore della discografia indipendente - tra le quali Impala e Worldwide Independent Network - per ribadire le ragioni del settore contro la proposta di acquisizione da parte di Virgin Music Group - divisione dedicata ai servizi di Universal Music Group - di Downtown Music. La campagna include un sito, raggiungibile all’indirizzo blockthedeal.com, presentato come “un'istantanea delle opinioni di coloro che concordano sul fatto che l'accordo debba essere bloccato e che vogliono spiegarne il motivo”: tra le dichiarazioni raccolte figurano quelle di figure di spicco del panorama esterno al circuito delle multinazionali come - tra gli altri - Martin Mills del Beggars Group, Alison Wenham della Chrysalis Records, Martin Goldschmidt della Cooking Vinyl, oltre che ai vertici di associazioni di indies come la britannica AIM e l’europea Impala. “Questo è un momento cruciale per il futuro del panorama musicale europeo”, ha commentato Francesca Trainini, Vicepresidente di PMI: “L’intervento della Commissione Europea dimostra quanto le nostre preoccupazioni siano state prese sul serio. Il rischio di rafforzare la leadership (di UMG, ndr), che perderebbe un suo grande competitor, sono più chiari che mai. Confidiamo che la Commissione prenda i dovuti provvedimenti per proteggere la concorrenza, l’accesso e la diversità nel settore”. Contestualmente, in un’intervista rilasciata a MBW, l’avvocato francese Michaël Majster, uno dei massimi esperti di diritto in tema di industria musicale, ha considerato “più generati dalla fantasia o dalla paranoia che da un'analisi concreta, realistica e razionale” i timori legati all’accordo, commentando come “l’acquisizione di Downtown non cambierà significativamente” la posizione di Universal Music Group sul mercato.