Si è tenuto nel pomeriggio di oggi, venerdì 21 novembre, presso la Palazzina Appiani di Milano, nell’ambito della nona edizione della Milano Music Week, il panel - presentato da SCF - “Il futuro è connesso: nuovi orizzonti per il mercato dei diritti musicali”. All’evento, moderato dal CEO di Rockol Giampiero Di Carlo, sono intervenuti Mariano Fiorito (Direttore Generale di SCF), Raffaele Razzini (VP Finance & CFO di Warner Music Italy) e Andrea Sassano (Direttore di RAI Teche). L’occasione è il 25esimo anniversario dell’attività di SCF, e la lettura dell’evoluzione del mercato dei diritti connessi in questi due decenni e mezzo di storia: in un quarto di secolo, la collecting ha vissuto diverse ere tecnologiche, da Napster all’intelligenza artificiale, passando dallo streaming, dalla pandemia e dall’esplosione del commercio dei cataloghi musicali. L’Italia - nel 2024, per IFPI - è entrata nella top ten mondiale per raccolta di diritti connessi. “E’ difficile dire quale sia stato il punto di svolta in questo settore”, spiega Fiorito: “Ci sono stati diversi fattori. Un passo fondamentale è stato considerare il diritto da un obbligo a un elemento di business - parlo di broadcasting, di public performance e marketing. E’ un aspetto culturale che ha portato a una concezione diversa del diritto connesso. C’è poi l’aspetto tecnologico: grazie agli investimenti fatti, abbiamo avuto la possibilità di lavorare sui dati, invece che sui campionamenti. Abbiamo investito in nuovi tool, aumentando di credibilità e - di conseguenza - la fiducia in tutta la filiera. Il terzo aspetto è stato il confronto a livello internazionale: facendo parte di IFPI, alcuni aspetti della nostra attività sono stati resi degli standard: c’è tanto scambio di informazioni e buone pratiche a livello mondiale. E’ stato, in sostanza, un insieme di fattori lento e organico, che ci ha portato a rappresentare la settima collecting al mondo nel settore dei diritti connessi”. “Il diritto connesso è una voce importante per le aziende”, aggiunge Razzini: “SCF nasce nel 2000, l’anno in cui il mercato ha iniziato a trasformarsi: per tanto tempo la tendenza è stata negativa, con grande impatto per le aziende. L’avvento dello streaming ha dato nuovo impulso: partire nel 2000 ha permesso di creare un mercato là dove prima non c’era. Il settore dei diritti connessi ha visto tavoli, riunioni e lavoro di un sistema che è riuscito a fatica a ribadire che esistevano dei diritti, andandoli man mano a valorizzare. Il diritto connesso è una delle voci che ha maggiori margini di crescita, perché la storia di questo diritto - a differenza, per esempio, del diritto d’autore - è molto breve”. Dal punto di vista degli utilizzatori - precisa Sassano - “ringrazio SCF, perché grazie a lei abbiamo iniziato un percorso che ha portato allo sblocco di molti contratti dovuti a rendicontazioni carenti. Non esiste un rendiconto perfetto, ma la semplificazione ci ha dato una mano a definire un algoritmo - con SCF - in grado di definire un modello efficace per la rendicontazione. Abbiamo fatto insieme un percorso di semplificazione: come tecnologia siamo un po’ indietro, ci servirebbe un database comune, condividendo dei dati che ci portino a compilare rendicontazioni univoche”. Sulla trasparenza e sull’equità della distribuzione, la tecnologia può essere la soluzione? “Sicuramente ci sta aiutando ad arrivare a un sistema che sia il più equo e trasparente possibile, facilitando le operazioni dell’intera filiera", dichiara Fiorito: "Ma, almeno nel nostro caso, abbiamo sempre cercato di considerare la tecnologia un aiuto, ma non qualcosa che crei in sé fiducia nel confronto degli utilizzatori. Nel nostro contesto, è necessario incasellare la tecnologia in una governance precisa. Guardando al futuro, contiamo sull’AI - non in tema di creazione di musica, ma per l'efficientamento dei processi, che implica impiegare meno risorse, costare di meno e avere un aggio più basso - per esempio, sulla copia privata il 3%, che credo sia il valore più basso sul mercato”. L’artista non necessariamente è informato sul tema dei diritti connessi: le label vivono una tensione tra fiducia e mancanza di essa, con gli artisti? “C’è un confronto, come è giusto che sia, perché siamo delle controparti", commenta Razzini: "Avendo vissuto l’epoca pre-streaming, oggi è più semplice: l’importante è che ci siano trasparenza e condivisione dei dati. Su questa condivisione ognuno fa la propria trattativa, ma non più in termini di scontro. E’ importante che tutti gli elementi dei diritti connessi vengano spiegati in dettaglio agli artisti: è la base migliore per iniziare qualsiasi rapporto, fosse anche di scontro nel definire la propria posizione, ma almeno con armi alla pari. La maggioranza degli artisti più giovani non è al corrente dell’esistenza di questi diritti, ma noi andiamo a regolare un obiettivo comune: quello di far crescere l’artista, vendere di più e accrescere la sua popolarità. L’importante, quindi, è intendersi”. Quale sarà il futuro dei rapporti con le collecting, per gli utilizzatori, alla luce della crescente complessità di fruizione? “I rapporti con le collecting non sono mai semplici", chiarisce Sassano - che con RAI gestisce, oltre al broadcasting tradizionale, anche la piattaforma RAIPlay e i social: “Immaginiamo in futuro licenze multipiattaforma. In una situazione come questa continuiamo ad auspicare un database comune. Sono spesso trattative vivaci, ma la RAI, in quanto organismo di diritto pubblico, chiede un modello unico per tutte le collecting, per trattare tutti gli operatori allo stesso modo. Ma voglio fare un ringraziamento finale a SCF, e soprattutto a Mariano Fiorito, a Francesco Cusolito e a tutto lo staff, perché abbiamo fatto un lavoro davvero importante”. Come saranno i prossimi 25 anni del mercato dei diritti connessi? Quale tema forte si intravede all’orizzonte? “Credo - dice Fiorito - che la risposta giusta sia 'collaborazione': tutto il resto nasce se c’è una collaborazione sana, perché sono convinto che si possa superare qualsiasi tipo di risultato per raggiungere i nostri obiettivi. Web e public performance non sono ancora presidiate al meglio, stiamo lavorando con NUOVOIMAIE e SIAE per mandare un messaggio univoco: l’obiettivo è centralizzazione e ottimizzazione per gli utilizzatori. Per i mandanti credo che le nuove tecnologie ci aiuteranno nel trasparenza e ad accorciare i tempi. Torno a dire, collaborazione con tutta la filiera, senza dimenticare le istituzioni”.