Andreea Gleeson (nella foto), da dieci anni nello staff di Tunecore e dal 2021 alla guida della divisione dedicati ai servizi per artisti ed etichette di Believe, ha lasciato il suo incarico “con effetto immediato”: a rivelarlo è stata la stessa Gleeson per mezzo di una nota interna rivolta al proprio staff, rilanciata da diversi media specializzati internazionali come MBW, Variety e Billboard USA. La ex CEO di Believe resterà comunque nello staff del gruppo fondato e guidato da Denis Ladegaillerie come “consulente strategico”. “Dopo dieci anni in TuneCore, e con l'azienda ben posizionata per un successo duraturo, Believe e io abbiamo concordato che è giunto il momento per me di cambiare”, ha scritto Gleeson: “Con effetto immediato, lascerò il mio ruolo di CEO di TuneCore per diventare Consulente Strategico per Believe”. “Believe e io abbiamo esaminato le esigenze del futuro e abbiamo concordato che la strada migliore per me è supportare il team esecutivo di Believe in qualità di consulente, per continuare a costruire dove posso avere il massimo impatto”, ha proseguito la professionista, inserita nella Billboard Power 100, Women In Music, Global & Indie Power Player: “Guidare TuneCore è stato uno dei capitoli più significativi della mia carriera. Insieme, abbiamo trasformato questa azienda, espandendo la nostra presenza globale, rafforzando e modernizzando la piattaforma e passando dalla semplice distribuzione allo sviluppo degli artisti, lanciando programmi come TuneCore Accelerator per offrire agli artisti un supporto più approfondito, formazione e accesso a reali opportunità di carriera. In tutto questo, siamo rimasti fedeli a ciò che conta di più: una missione che mette l'artista al primo posto e la convinzione dell'indipendenza”. "Siamo grati ad Andreea per la sua leadership in TuneCore e per l'impatto duraturo che ha avuto sull'azienda", ha dichiarato Ladegaillerie in una nota: "Nell'ambito di un'evoluzione in linea con la prossima fase di crescita di TuneCore e la strategia a lungo termine di Believe, Andreea assumerà il ruolo di consulente strategico per Believe, dove la sua esperienza e prospettiva continueranno a supportare il gruppo a livello strategico". Laureata in marketing alla Lubin School of Business di New York, Gleeson ha debuttato professionalmente nella vendita al dettaglio, prima come direttore della divisione di e-commerce della catena di grandi magazzini americana Lord & Taylor (fino al 2012), poi come vicepresidente - fino al 2015 - della sezione marketing di Hudson’s Bay, storico brand canadese legato al commercio di beni di lusso. Entrata nello staff della controllata di Believe come responsabile della divisione Marketing & Product, tra i 2017 e il 2020 Gleeson ha occupato il ruolo di Chief Marketing Officer, per poi - tra l’estate del 2020 e quella del 2021 - diventare Chief Revenue Officer e venire infine nominata, nell’agosto del 2021, amministratrice delegata della società di servizi per etichette e artisti fondata nel 2005 e New York da Jeff Price, Gary Burke, Peter Wells e dal 2015 acquisita da Denis Ladegaillerie per favorire la scalata digitale di Believe. “La musica oggi è molto globalizzata, e trovo che sia una cosa davvero interessante”, aveva spiegato Gleeson nel corso di un’intervista rilasciata a Rockol MusicBiz a inizio 2023: “Prima di lavorare a TuneCore mi occupavo di vendita al dettaglio e ho visto più o meno la stessa cosa accadere con i marchi del fashion. Oggi ci sono meno grandi brand ‘generalisti’, e molte più marche di buon livello ma molto connotate. E’ tutto molto più dispersivo, e credo che nella musica stia succedendo qualcosa di simile. Ci saranno sempre più artisti locali con un forte seguito o nomi di nicchia dalle fan base molto solide piuttosto che grandi artisti come Beyoncé che piacciono a tutti. Certo, i nomi universalmente popolari esisteranno sempre, ma saranno sempre meno. La gente oggi può concentrarsi sui propri gusti, ed è un ottimo momento per farlo, perché i confini tra generi non sono mai stati così sfumati. Il fatto è che i gusti stanno cambiando per non essere categorizzati. Noto un aumento di domanda per musica di nicchia, e diversa dal mainstream. E’ musica per tutti? Probabilmente no, ma sta contribuendo a creare dei micro-gusti”.