<p style="text-align:left"><span><span><span>Nella notte Billboard USA ha pubblicato il proprio nuovo “royalty calculator”, con il quale identifica il valore degli stream sulle principali piattaforme (Spotify, Apple Music e altre). </span></span></span><span><span><span>Lo studio legale e di consulenza Manatt, Phelps & Phillips ha sviluppato il nuovo strumento aggiornato per calcolare i payout sulle varie piattaforme. L’ultima versione consente agli artisti di inserire le condizioni specifiche del proprio contratto, così da vedere concretamente quale sia il loro risultato finale. In sostanza è un’applicazione costruita sopra i dati di streaming che aggiorna ogni mese un’analisi dell’economia dello streaming negli Stati Uniti che copre ogni elemento del “paniere” ed estrapola i pagamenti discografici ed editoriali per ciascun servizio, aggiornandoli con le informazioni fornite direttamente dalle piattaforme. </span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span>Nell’articolo si evidenzia come, in una finestra di cinque anni, le royalty per artisti e songwriter siano e i servizi di distribuzione “owned-content” che le major stanno offrendo — come Virgin, The Orchard e ADA — stiano diventando sempre più attraenti, perché aumentano anche la capacità e la disponibilità delle label di fascia alta a offrire split di profitti netti più elevati rispetto alla classica royalty PPD, che di solito si colloca tra il 18% e il 22%. Aumentano, insomma, gli accordi con il 50% o più dei profitti netti ed emergono formule come “ricevi il 100% dopo che tratteniamo una fee di distribuzione del 15%”; oppure, ancora, uno split 70/30 sui profitti netti con i servizi.</span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span>Il calculator, che segue logiche rigorose e inoppugnabili, è anche una lama a doppio taglio per la narrazione degli artisti, che spesso utilizzano la metrica “per stream” come chiave per criticare l’ammontare delle royalties ricevute. Utilizzando oggi il calculator di Billboard, ad esempio, si ottiene questo quadro di remunerazione per 1000 stream:</span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span>Spotify Paga: $4.75, di cui: </span></span></span><br /> <span><span><span>Sound Recording $3.76, Mechanical $0.42 e Performance $0.57</span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>Apple Music paga, $8.36 di cui :</span></span></span></span><br /> <span><span><span><span>Sound Recording $6.70, Mechanical $0.82 e Performance $0.84</span></span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span><span>Amazon Music paga $9.79, di cui:</span></span></span></span><br /> <span><span><span><span>Sound Recording $7.66, Mechanical $1.15 e Performance $0.98</span></span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span>Naturalmente le piattaforme non pagano una tariffa fissa per stream, ma operano con un modello pro-rata: tutti i ricavi generati da abbonamenti e pubblicità confluiscono in un revenue pool, che viene poi redistribuito ai titolari dei diritti in base alla quota di ascolti ottenuta rispetto al totale della piattaforma in un determinato periodo. Il calculator di Billboard serve quindi a stimare, in modo indicativo, quanto un certo numero di stream possa valere oggi, sulla base dei payout medi osservati. In questo quadro, Spotify tende ad avere un valore medio per stream più basso rispetto ad Apple Music, mentre servizi come Tidal mostrano payout unitari più elevati, a fronte però di una scala complessiva inferiore. </span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span>All’inizio di dicembre scorso, il gruppo indie-pop gallese Los Campesinos! aveva pubblicato un’analisi dettagliata dei propri ricavi annuali da streaming per l’album del 2024 “All Hell”. Dal mese di uscita dell’album, luglio 2024, fino a giugno 2025, i dati mostravano 9.300.864 stream totali e un introito complessivo di £31.940,29. La band, che possiede il 100% dei diritti dell’album e paga un abbonamento annuale per la distribuzione (quindi trattiene integralmente le royalty generate) aveva dichiarato ai media:</span></span></span></p> <blockquote> <p style="text-align:left"><span><span><span>«I dati sopra indicati equivalgono a una media di 0,34 pence pagati a noi dalle piattaforme di streaming per ogni ascolto di un brano… Questo significa che guadagniamo £1,00 ogni 294 stream di una canzone (oppure, per dirla in un altro modo, una sterlina ogni 20 ascolti completi dell’album)»</span></span></span></p> </blockquote> <p style="text-align:left"><span><span><span>Los Campesinos! avevano poi suddiviso gli stream per piattaforma: Spotify rappresentava per loro poco meno del 75% del totale, seguita da Apple Music (14,8%), YouTube (3,8%), Tidal (2,1%) e Amazon Music (1,8%), mentre le altre DSP coprivano il restante 2,6%. Ne derivava per Tidal un valore effettivo più alto per singolo stream, pari a 0,75 pence, mentre Spotify quello più basso, pari a 0,29 pence.</span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span>Spotify l’aveva presa male, contestando il <em>per-stream</em> come una metrica inappropriata che guarda solo al risultato finale e ignora il contesto in cui nasce. Secondo Spotify, uno stream non “vale” una cifra: pesa in modo diverso a seconda di quanti altri stream esistono sulla piattaforma. Poiché Spotify genera molti più ascolti complessivi, il valore unitario si abbassa, ma non perché il pool sia più povero: perché il denominatore è enorme. Per questo, dice Spotify, la metrica corretta non è il valore dello stream, ma la quota di attenzione conquistata nel sistema.</span></span></span></p> <p style="text-align:left"><span><span><span>Comparando i dati del calculator di Billboard con lo split rivelato dai Los Campesinos! Non emergono discrepanze. Le stime medie per stream indicate dal royalty calculator trovano riscontro empirico nei numeri della band: Spotify paga meno per singolo stream rispetto ad Apple Music e Tidal, ma la sua dimensione fa sì che resti spesso la principale fonte di ricavi complessivi. Il confronto conferma che valore unitario e valore totale seguono logiche diverse ma coerenti tra loro. Il problema è la narrazione, che spesso manipola la realtà.</span></span></span></p>