Alla fine dello scorso dicembre YouTube ospitava sui propri server 29 miliardi di video, per un totale complessivo di tempo di visualizzazione pari a 280mila anni: a rivelarlo è una ricerca della società di indagini di mercato Omdia. Così come accade per le piattaforme streaming, sulla piattaforma controllata da Google il 99% dei video meno visti rappresenta solo il 9% del tempo di visualizzazione totale. "Questi contenuti costituiscono anche la spina dorsale dei dati di formazione video di Google per Gemini”, ha spiegato l’autore della ricerca, Daoud Jackson: “Mentre i contenuti generati dagli utenti influenzano la percezione del successo, la nostra ricerca mostra che la realtà è più complessa. YouTube è diventata una piattaforma altamente diversificata nel 2026, con contenuti professionali, musica, notizie e podcast che influenzano i modelli di visualizzazione". La crescita in termini di offerta, su YouTube, è esponenziale: il 25% dei video presenti sui server è stato caricato nei primi dieci mesi del 2025. La crescita è stata “fortemente trainata” dai video di breve durata, con gli Short - il formato ideato per fare concorrenza a Instagram e TiKTok - che ora rappresentano oltre il 90% di tutti i nuovi caricamenti. L'1% dei video genera il 91% del tempo di visualizzazione totale, mentre il restante 99% rappresenta solo il 9% delle visualizzazioni, pur svolgendo un ruolo fondamentale nell'ecosistema della piattaforma. L’ultimo dato - ma non per importanza - riguarda la musica: le clip musicali rappresentano il 33% del tempo di visualizzazione totale su YouTube, confermandosi come genere di contenuto più popolare sulla piattaforma. A distinguersi per crescita sono anche podcast e news, che rappresentano - rispettivamente - il 5% e 10% delle visualizzazioni totali.