Gail Slater, responsabile antitrust del Dipartimento di Giustizia statunitense, ha annunciato le proprie dimissioni poche ore dopo la diffusione dell'indiscrezione che vuole Live Nation impegnata in trattative riservate per evitare il processo previsto il prossimo mese. La decisione di Slater segue voci secondo cui la sua uscita sarebbe stata richiesta da funzionari della Casa Bianca, funzionari che erano già intervenuti dopo un episodio in cui il licenziamento della sua capo di gabinetto, Sara Matar, era stato annullato dal procuratore generale Pam Bondi, fedelissima del presidente USA Donald Trump. Slater aveva sostenuto la necessità di portare in tribunale il caso Live Nation-Ticketmaster, accusato di monopolio e di aver causato un aumento dei prezzi dei biglietti. Organizzazioni come la National Consumers League (NCL) e la National Independent Venue Association (NIVA) hanno espresso preoccupazione per la possibilità che Live Nation eviti il processo tramite accordi extragiudiziali. Stephen Parker, direttore esecutivo di NIVA, ha dichiarato: "Se le notizie sono accurate e Live Nation sta usando le sue risorse per eludere il processo legale, l’azienda sta sovvertendo lo stato di diritto»" La NCL ha sottolineato che "l’instabilità della leadership in questo momento solleva seri interrogativi sulla prosecuzione dei casi principali, incluso quello contro Live Nation-Ticketmaster". John Breyault, vicepresidente NCL, ha aggiunto: "L’applicazione delle norme antitrust deve essere guidata dai fatti, dalla legge e dagli interessi dei consumatori, non da dinamiche istituzionali mutevoli". Nel frattempo, è emerso che ex consiglieri dell’amministrazione Trump avrebbero assistito Live Nation nelle trattative.