Avevamo già parlato della proposta di legge (supportata dalla Recording Academy) che mira a impedire ai procuratori americani di utilizzare i testi rap "alla lettera", cioè come prova di reati compiuti o comportamenti criminali nell'ambito di processi a loro carico. Ora, a quanto pare, dall'altra parte dell'oceano qualcuno ha preso spunto dalla stessa idea: si tratta dell'Inghilterra, che vorrebbe introdurre un principio simile con l'Emendamento 62 al Victims and Courts Bill. Che ha un problema più piccolo, ma non dissimile: dal 2005 a oggi i casi discussi nelle corti britanniche in cui testi di canzoni sono stati presentati come prova sono stati oltre 100, per oltre 240 imputati. Il dibattito è iniziato due giorni fa alla Camera dei Lord, e l'emendamento sembrerebbe avere buone probabilità di passare. "Siamo molto contenti di come sta andando: tutti i partiti sono perplessi dall'attuale approccio all'espressione creativa nell'ambito dei processi penali" ha commentato il comitato Art Not Evidence, tra i promotori dell'iniziativa. A differenza della proposta americana, però, quella inglese presenta una fondamentale differenza: se negli USA i testi sarebbero totalmente banditi dai processi e non possono essere usati dai pubblici ministeri, in UK diventerebbe obbligatorio che l'accusa dimostri la necessità di utilizzarli in tribunale.