A pochi giorni dall’avvio del processo antitrust contro Live Nation, previsto con selezione della giuria il prossimo 2 marzo, il Dipartimento di Giustizia americano ha contestato l’ultima mossa della società per evitare di affrontare il procedimento, definendola “ancora un altro tentativo privo di merito di ritardare il processo” e parlando del rischio di “una sospensione dell’ultimo minuto”. Nel documento di opposizione depositato in tribunale, l’ente governativo sostiene anche che Live Nation e Ticketmaster “non hanno diritto a un’immediata revisione in appello” delle loro tesi legali e richiama i danni che, a suo dire, deriverebbero da un rinvio: dalla logistica dei testimoni terzi (già in movimento con piani di viaggio) al “danno” legato al protrarsi dell’impatto sui consumatori delle presunte pratiche anticoncorrenziali. Le traversie giudiziarie della multinazionale non sembrano - almeno per il momento - essersi riverberate sui mercati finanziari: come evidenziato da diversi osservatori statunitensi il titolo Live Nation - quotato a Wall Street - nell’ultimo mese ha guadagnato il 6,2%, e poco più dell’8% dall’inizio del 2026.