Ha preso il via ieri, lunedì 9 marzo, a Monaco di Baviera, lo storico contenzioso legale tra GEMA, la principale società di collecting della Germania, e Suno, forse il più popolare - e controverso - modello di GenAI musicale. Al centro del processo c’è un tema chiave per l’intero comparto: se e come la musica prodotta da AI possa rientrare nelle tutele del diritto d’autore e, soprattutto, quale debba essere il trattamento delle royalty. Secondo GEMA, l’impiego di repertorio protetto nei dati di addestramento di Suno darebbe diritto alla collecting di riscuotere compensi anche sulle tracce generate; Suno replica che i brani sarebbero creati ex novo dagli algoritmi e non copierebbero direttamente opere specifiche, quindi non richiederebbero pagamenti a GEMA. La decisione è attesa con attenzione da titolari di diritti, editori e collecting, perché potrebbe influenzare modelli di licensing, contratti e cornici legali per bilanciare tutela e innovazione man mano che la musica AI diventa più diffusa. "L'Europa deve plasmare il proprio futuro digitale", ha dichiarato Tobias Holzmüller, CEO di GEMA: "Non dobbiamo limitarci ad adottare normative che hanno origine altrove. Solo sviluppando standard chiari per l'uso dell'AI possiamo salvaguardare i diritti dei nostri professionisti creativi e rafforzare la sovranità culturale, digitale ed economica dell'Europa. I modelli di business dei fornitori di intelligenza artificiale generativa si basano sulla creatività umana, come quella dei nostri membri. Una remunerazione adeguata, la trasparenza e il rispetto per gli autori sono indispensabili, anche nell’era dell’AI". "Come tutti gli altri, i fornitori di IA generativa devono rispettare il diritto d'autore e remunerare gli autori per il loro lavoro creativo", ha dichiarato Kai Welp, consulente generale di GEMA: "Questo è stato chiarito durante l'udienza odierna. Questo deve valere anche se i sistemi vengono addestrati al di fuori dell'Unione Europea e offerti sul mercato europeo. Dobbiamo evitare che gli autori europei restino a mani vuote e che le aziende europee di intelligenza artificiale subiscano uno svantaggio competitivo. Solo in questo modo riusciremo a creare un mercato delle licenze sostenibile nell'interesse dei cittadini nell'era dell'intelligenza artificiale".