Il giudice Arun Subramanian sta spingendo Live Nation e i 27 stati intenzionati a proseguire nel processo a tentare una composizione prima dell’udienza fissata per domani, venerdì 13 marzo. In questo quadro, la difesa ha proposto una pausa per un’udienza di conciliazione: in caso di mancato accordo, il team legale di Live Nation ha indicato che si passerebbe a calendarizzare il nuovo processo. In un’ordinanza collegata all’udienza, Subramanian ha precisato che i “principali decisori per gli Stati e per i convenuti dovrebbero essere presenti” e ha aggiunto: “Se le parti raggiungono una risoluzione prima dell’udienza, o se l’attenzione o l’assistenza della Corte è necessaria in anticipo rispetto all’udienza (sia in termini di discussioni tra le parti sia di logistica del processo) fatecelo sapere”. L’eventualità che le parti riescano a trovare un accordo, a conti fatti, pare piuttosto remota. La stesso Dan Wall, Executive Vice President & Corporate and Regulatory Affairs di Live Nation, rispondendo alla corte nei giorni scorsi aveva indicato in “pari a zero” le probabilità di un’intesa con i ventisette procuratori generali intenzionati a proseguire nel contenzioso. Nel frattempo stanno iniziando a emergere i particolari dell’accordo siglato la Live Nation con il Dipartimento di Giustizia: nel term sheet sottoscritto dal numero uno della multinazionale è presente anche un impegno ad annullare l’accordo - siglato nel 2022 - con Oak View Group, società guidata dal veterano della discografia americana Irving Azoff per mezzo del quale - secondo quanto osservato dal DoJ - le due società “avevano colluso e stabilito una partnership per allocare le linee di business, evitare di competere tra loro e tracciare un piano reciprocamente vantaggioso per consolidare il predominio di Live Nation”. Secondo le disposizioni del Dipartimento, oltre a comunicare alle venue interessate i dettagli dell’accordo, al gigante californiano del live promoting sarà proibito, in futuro, stipulare partnership di questo tipo, né con la stessa Oak View Group né con altre entità che abbiano nel proprio modello “la remunerazione per convertire qualsiasi contratto di ticketing a Ticketmaster”.