Si consolida su scala internazionale la tendenza che vede le entrate delle collecting crescere dopo il termine del periodo pandemico: dopo Sacem, PRS, GEMA e l’italiana SCF - senza dimenticare il pre-consuntivo relativo al bilancio 2023 approvato dall’assemblea di SIAE lo scorso 22 giugno - altre due società di autori ed editori europee, la spagnola SGAE e la svedese STIM hanno comunicato ottime prestazioni di ripartizione relative allo scorso anno. La Sociedad General de Autores y Editores ha raccolto lo scorso anno 348,9 milioni di euro (in aumento del 35% su base annua), somma di entrate più alta dal 2007: agli associati la collecting ha distribuito 316,3 milioni di euro, in aumento del 27,4% sempre su base annua. A trainare la performance è stata, come in altri casi, la musica dal vivo, che ha fruttato lo scorso anno 30,2 milioni di euro, in aumento del 112,7% su base annua. “Il nostro obiettivo è quello di continuare a migliorare i nostri risultati, soprattutto in ambito digitale, e di aumentare l'efficienza nella ripartizione, con una maggiore trasparenza nei confronti dei nostri membri”, ha commentato la dg di SGAE Cristina Perpiñá-Robert. Ancora più brillante è stata la performance della Svenska Tonsättares Internationella Musikbyrå, che nel 2022 ha incassato la cifra più alta mai iscritta nel proprio bilancio in 100 anni di storia: con un aumento di ricavi del 20% su base annua, STIM ha incassato un totale di 228,9 milioni di euro, ripartendo 186,5 milioni ai propri oltre 100mila iscritti. Impressionante, per la collecting svedese, è stato il dato relativo ai ricavi da pubblica esecuzione, cresciuti del 213% su base annua. Nonostante la prestazione particolarmente brillante, la presidente di STIM Carina Brorman ha invitato ad approcciarsi con umiltà alle “enormi sfide che la società deve affrontare poste da guerra, crisi energetica, crisi climatica e recessione”. “Considerando nello specifico l'industria musicale, l’intelligenza artificiale e la difesa del diritto d’autore sono i problemi più importanti da affrontare”, ha concluso Brorman: “Dopo molti anni di duro lavoro, abbiamo una nuova legge sul diritto d'autore nell'UE, che è una grande vittoria. Ora dobbiamo analizzare l’AI e altri servizi generativi dal punto di vista del copyright”.