Alla chiusura dell’anno fiscale terminato lo scorso 30 settembre Warner Music Group ha registrato un aumento dei ricavi su base annua pari al 4%, a quota 6 miliardi di dollari - il dato più alto mai iscritto nel bilancio della major guidata da Robert Kyncl. L’utile netto è sceso a 439 milioni di dollari dai 555 dello scorso anno a causa - precisa la società - “all'impatto sfavorevole dei tassi di cambio sul debito in euro dell’azienda, a un aumento degli interessi passivi e alla perdita per estinzione del debito, parzialmente compensata da un maggiore reddito operativo nell’anno e da una diminuzione delle imposte sul reddito”. Complessivamente, i ricavi generati dallo streaming sono aumentati del 6,7%, con la musica registrata cresciuta del 3,9% (a 4,95 miliardi di dollari) e la divisione publishing del 22,6% (a 1,08 miliardi di dollari). “Riconoscendo l’ecosistema musicale il valore dei contenuti premium, e con i mercati emergenti in continua espansione, il nostro settore resta sano e in crescita”, ha spiegato Kyncl: “Pur spinti da venti favorevoli, abbiamo lavorato duro per costruire una Warner Music che sarà un’eccellenza nell’industria musicale di domani, e non vediamo l’ora di offrirvi musica incredibile nel 2024 dai nostri straordinari artisti e autori”. “Siamo entusiasti delle opportunità che si prospettano per WMG di trarre vantaggio dalle tendenze favorevoli del settore, e di promuovere il valore per gli azionisti attraverso una crescita redditizia e una sana conversione del cashflow nel 2024 e oltre”, ha aggiunto il direttore finanziario Bryan Castellani.