Come da consolidata tradizione, anche nel 2024 la società di analisi e consulenza Midia Research ha anticipato di pochi giorni il report annuale della International Federation of the Phonographic Industry pubblicando i propri dati relativi al mercato della musica registrata nel 2023. Stando all’analisi condotta dall’azienda con quartier generale a Londra tra i mesi di gennaio e dicembre dello scorso anno il giro d’affari del settore discografico è arrivato a livello mondiale a 35,1 miliardi di dollari, in crescita del 9,8% su base annua. Alla luce di questo risultato il mercato globale della musica registrata ha più che raddoppiato il proprio volume di ricavi rispetto al 2015. Secondo Midia, una delle tendenze più interessanti rivelatesi nel corso dell’ultimo anno è stata quella della crescita delle entrate da diritti “accessori”, ovvero quelli non inerenti ai segmenti tradizionali dello streaming e delle vendite di supporti fisici: il gettito a favore delle etichette da settori come merchandise e branding nel 2023 è cresciuto a livello globale del 15,5%, arrivando a 3,5 miliardi di dollari - ovvero il 10% dei ricavi iscritti a bilancio dall’intero settore. E superando altri segmenti più che consolidati come - appunto - quello del digitale: sempre secondo Midia lo streaming, pur crescendo su base annua del 9,6% e intestandosi la larga maggioranza delle entrate del comparto - nello specifico, 21,9 miliardi di dollari - “è rimasto indietro per la prima volta rispetto alla crescita media del mercato”. Venendo alle aziende, i dati di Midia indicano ancora in Universal Music la primatista in termini di quote di mercato, con il 28,3%, seguita da Sony Music, indietro di otto lunghezze al 20,3% ma cresciuta più della concorrente nel corso dell’anno passato.