Nonostante la congiuntura economica internazionale, per la collecting tedesca GEMA il 2023 è stato “l’anno di maggior successo” nella storia della società di gestione con sede a Berlino: a dichiararlo è il dg della società di autori ed editori Tobias Holzmüller (nella foto), a margine della presentazione dei risultati finanziari dello scorso anno. Con 1,277 miliardi di euro di entrate (+8,4% su base annua, 99 milioni) e una somma ripartita di poco superiore al miliardo di euro, quello chiusosi lo scorso 31 dicembre è stato - numeri alla mano - l’anno di maggior successo per la collecting: le spese iscritte a bilancio - 194,2 milioni di euro, +15,2% - sono rimaste di un decimale sotto la soglia prevista dagli analisti della collecting alla luce del tasso d’inflazione (5,9%) registrato nel paese nel corso degli ultimi 12 mesi. Riguardo le linee di ricavo, la pubblica esecuzione ha generato ricavi pari a 444 milioni di euro (+24% su base annua), mentre il broadcasting ha fatto registrare una flessione del 6,2% a quota 304,8 milioni di euro a causa del calo del mercato pubblicitario delle televisioni private. Il segmento online è cresciuto del 3% su base annua alimentando entrate per 310,3 milioni di euro, la copia privata del 26,2% (grazie all’aumento delle vendite di smartphone e tablet) a quota 73,2 milioni di euro: in flessione, al contrario, i ricavi dal fisico, calati a doppia cifra del 18,4% a 44,7 milioni di euro. “Il 2023 sarà ricordato come l'anno finanziario di maggior successo nella storia della GEMA fino ad oggi.”, ha commentato Holzmüller: “Nonostante la situazione economica tesa, abbiamo lavorato per ridurre al minimo i costi e aumentare ancora una volta i fondi distribuibili. Questo invia un messaggio importante ai nostri ormai 94.000 membri: potete contare sulla vostra GEMA”. "Con un tasso di crescita di quasi il 10% lo scorso anno, il digitale è il settore in più rapida crescita nell’industria musicale e genera ora la quota maggiore di entrate”, osserva la collecting in una nota: “Tuttavia i circa 94.000 membri della GEMA non ne traggono alcun vantaggio: sebbene il mercato sia in crescita, i ricavi della GEMA dallo streaming musicale sono aumentati solo leggermente su base annua. Per questo motivo è ancora più importante che la GEMA, nelle trattative con le piattaforme di musica digitale e con le istituzioni, continui a condurre una campagna intensa e coerente per una giusta quota dei ricavi derivanti dall'utilizzo della musica digitale”. Particolarmente rilevante, nel quadro economico delineatosi nel 2023, è l’intelligenza artificiale. “Il mercato musicale globale dell’intelligenza artificiale offre un enorme potenziale economico”, ha concluso Holzmüller: “L’intelligenza artificiale può ispirare processi creativi e supportare gli artisti nel loro lavoro. Tuttavia, non bisogna dimenticare che le opere concepite dagli umani costituiscono la base stessa di questa nuova forma di creatività. Il quadro giuridico deve essere concepito in modo tale che tutti i soggetti coinvolti possano partecipare adeguatamente al successo di questo sviluppo a lungo termine”.