Manca ancora la parola “fine” alla vertenza tra Live Nation e il Dipartimento di Giustizia americano, da quasi due anni in una battaglia giudiziaria placatasi - a sorpresa - grazie a un accordo annunciato lo scorso 10 marzo: il giudice federale Arun Subramanian ha chiesto alle parti di depositare entro domani, 27 marzo, un documento congiunto che chiarisca come i termini della revisione in tribunale dell’intesa antitrust proposta. Nell’ordine il giudice scrive che il Dipartimento di Giustizia e Live Nation “dovrebbero depositare congiuntamente una lettera sul fascicolo fornendo indicazioni su come questi casi procederanno tra di loro” e che “dovrebbero informare la Corte di quando si aspettano di depositare una proposta di sentenza consensuale, e dei passaggi richiesti per la revisione, compresa la tempistica prevista”. La procedura prevede che la bozza di accordo venga esaminata da giudice e giuria, che avranno facoltà di muovere obiezioni sul testo prima che la Corte si esprima in via definitiva sulla validità dell’intesa. Nel frattempo Live Nation resta impegnata nel processo antitrust portato avanti da diversi stati federali, che hanno mosso alla multinazionale le medesime accuse spiccate in prima istanza dal Doj: la scorsa settimana sei stati - Nebraska, Arkansas, South Dakota, Oklahoma, Iowa e Mississippi - hanno accettato i termini dell’accordo proposto al Dipartimento di Giustizia ricevendo dall’azienda californiana risarcimenti per una cifra complessiva di oltre 18 milioni e mezzo di dollari.