GEMA, la principale collecting tedesca, nel 2025 ha visto il proprio fatturato crescere dello 0,4% toccando quota 1,34 miliardi di euro. Una contrazione delle spese del 5,3% ha fatto scendere i costi a 188,25 milioni di euro, lasciando quasi 1,15 miliardi di euro da ripartire ai circa 100.000 associati tra autori, compositori ed editori. Nel dettaglio, i costi del personale sono saliti dello 0,8% a 77,01 milioni di euro, mentre le spese operative sono diminuite del 9,1% a 111,24 milioni di euro. Sul fronte dei gettiti riferiti alle diverse categorie, il live ha generato 530,06 milioni di euro (+5,6%), l’online 327,90 milioni (+5,7%), con lo streaming a 318,86 milioni (+10,5%); live e online valgono insieme circa il 64% delle ripartizioni. In calo invece il broadcast (quasi -5%) a 293,09 milioni. Mentre crescono i diritti dal consumo dei repertori all’estero (a 90,38 milioni, +2,9%), tra gli altri segmenti in flessione ci sono i diritti di riproduzione meccanica (a 26,29 milioni, -42,4%) e altre linee minori (a 16,46 milioni, -15,1%). “Il mercato musicale sta attraversando profondi cambiamenti, e GEMA sta contribuendo attivamente a plasmare questa trasformazione”, ha dichiarato Tobias Holzmüller, CEO di GEMA: “Stiamo modernizzando le nostre strutture, dimostrando la nostra affidabilità come partner per i nostri membri e ampliando costantemente la nostra rete internazionale. Allo stesso tempo, difendiamo sistematicamente i diritti dei nostri membri, come dimostra la sentenza del tribunale contro OpenAI del novembre 2025 , che ha rappresentato il nostro primo successo nel mercato dell'intelligenza artificiale”. "Sebbene i nostri dati mostrino un calo in settori come il mercato pubblicitario e le registrazioni audio fisiche, le tendenze positive nei settori della musica dal vivo e del business online hanno più che compensato questa flessione", ha aggiunto Lorenzo Colombini, CFO di GEMA: “Stiamo espandendo costantemente la nostra attività a livello internazionale, rappresentando i diritti di numerosi titolari di diritti creativi all'estero, un settore in cui vediamo un grande potenziale di crescita futura”.