Il mercato discografico britannico, informa l’associazione dei discografici BPI, si sta rapidamente digitalizzando: tanto che nel corso del 2008 il 9,5 % dei cittadini inglesi ha acquistato musica in formato digitale (erano appena il 5,1 % alla fine dell’anno precedente). Nell’arco degli ultimi dodici mesi sul territorio del Regno Unito sono stati venduti 7,2 milioni di lettori MP3, oggi in possesso di un terzo della popolazione; i più forti acquirenti di musica digitale risiedono nella fascia di età compresa tra i 20 e i 29 anni (sono il 43,9 % del totale). <br> I dati diffusi dalla BPI dipingono nel complesso un quadro decisamente meno fosco di quello tracciato dalla RIAA in relazione al mercato statunitense: mentre negli Usa le vendite (in termini di pezzi venduti) sono calate in un anno del 14 %, nel Regno Unito non si è andati oltre un relativamente modesto – 3,2 %. A fine 2008 i download “alla carta” effettuati dagli acquirenti britannici di musica hanno quasi raggiunto quota 110 milioni (+ 41,6 %, oltre il 95 % dei singoli complessivamente venduti); contemporaneamente l’acquisto di album digitali è cresciuto a 10,3 milioni di unità (+ 65 %), con artisti come <a href="http://www.rockol.it/artista/Coldplay">Coldplay</a>, <a href="http://www.rockol.it/artista/Duffy">Duffy</a> e <a href="http://www.rockol.it/artista/Kings Of Leon">Kings Of Leon</a> al di sopra delle 100 mila copie vendute. <br> Meno positivo l’andamento del mercato espresso in valore: il fatturato globale delle case discografiche inglesi è sceso a 894 milioni di sterline (- 5,3 %), mentre il valore delle vendite al dettaglio è calato del 6 %, a 1,31 miliardi di sterline. Sempre meglio che nel 2007, comunque, quando tutti gli indici registravano decrementi a due cifre.