Chi usa <a href="http://www.rockol.it/search.php?s=Twitter&x=23&y=8" target="_blank" class="newsLink">Twitter </a> compra più musica. Lo sostiene una recente ricerca dell’NPD Group, che ha sondato i consumi musicali dei frequentatori del sito di micro-blogging: dall’indagine a campione risulta che un terzo degli utenti di Twitter ha comprato un cd nei tre mesi precedenti all’intervista, e una percentuale quasi identica (il 34 %) ha acquistato nello stesso periodo di tempo musica digitale (le cifre scendono al 23 e 16 %, rispettivamente, tra gli internauti “generici”). I fan di Twitter, oggi usatissimo anche dagli artisti per comunicare ai fan pensieri, notizie, date di concerti e anticipazioni di novità discografiche, comprerebbero il 77 % di musica digitale in più, rispetto agli altri navigatori della rete. Un terzo dei suoi utenti dichiara di ascoltare musica su siti di <i>social networking</i>, il 41 % attraverso le radio on-line e il 39 % tramite le piattaforme che diffondono video musicali. <br> “Sulla base degli acquisti di musica che hanno effettuato in passato gli utenti attivi di Twitter valgono semplicemente di più, per le etichette discografiche e per chi vende musica, di quanto valgano coloro che non lo utilizzano” sostiene l’analista di NPD Russ Crupnick. “Twitter”, conclude Crupnick, “può potenzialmente stimolare la scoperta di nuova musica, e migliorare il marketing focalizzato su un gruppo di consumatori dedicati e attenti alle novità tecnologiche. Usato correttamente, ha la capacità di intrattenere e allo stesso tempo di motivare gli appassionati di musica ad acquistare più album, più download, più merchandising e più biglietti per concerti”.