La travagliata saga di <a href="http://www.rockol.it/search.php?s=Qtrax&x=19&y=12 " target="_blank" class="newsLink">Qtrax</a>, uno dei primissimi servizi digitali a proporre la formula del download gratuito legale e “coperto” dalle inserzioni pubblicitarie, sembra trovare gradualmente un epilogo positivo: dopo il lancio (molto in sordina) dell’anno scorso negli Stati Uniti, tra il 5 novembre e la vigilia di Natale la piattaforma entrerà in funzione anche nelle regioni dell’ “Asia-Pacifico”, Australia, Nuova Zelanda, Malaysia, Indonesia, Hong Kong, Cina e Taiwan. Come si ricorderà, Qtrax fece scalpore e si guadagnò ampia eco mediatica nel gennaio del 2008, quando al Midem di Cannes annunciò il lancio di un servizio gratuito autorizzato dalle case discografiche: gli ambiziosi proclami del suo amministratore delegato Allan Klepfisz vennero tuttavia immediatamente e clamorosamente smentiti dalle major e dai maggiori editori musicali, che dichiararono di non avere ancora firmato alcun contratto di licenza che autorizzasse l’uso del loro repertorio. <br> L’episodio non sembra avere intaccato le convinzioni e la fiducia di Klepfisz e del suo team: “Non crediamo che il modello di business basato sui finanziamenti pubblicitari sia stato ben rappresentato, finora, nel panorama musicale”, sostiene il responsabile marketing Lance Ford. “Il potenziale è enorme ma la comprensione di come farlo funzionare in modo ottimale lascia ancora a desiderare. Noi intendiamo fare le cose in modo differente”, conclude Ford senza specificare come. Di sicuro c’è il fatto che Qtrax sta cercando di assicurarsi i diritti a rendere legittimamente disponibili on-line un terzo delle canzoni che attualmente circolano illegalmente sulle reti p2p (circa 75 milioni di brani, secondo le stime di Klepfisz).