Provoca già polemiche e dibattiti, in Gran Bretagna, la decisione dell’Internet Provider Virgin Media di monitorare, per un periodo non specificato, l’attività di file sharing in cui incorrono i suoi utenti. Appoggiandosi a una tecnologia (“Cview” ) sviluppata dalla società specializzata Detica che consente di intercettare i “pacchetti” di file p2p scambiati esplorandone il contenuto per distinguere i materiali legali da quelli non autorizzati, l’ISP che fa capo a Richard Branson terrà sotto controllo, a loro insaputa, circa il 40 % dei 3,7 milioni di clienti che utilizzano l’Internet a banda larga. Virgin Media, che dovrebbe lanciare quanto prima un servizio di download illimitato in collaborazione con Universal Music, è il primo provider inglese ad ottemperare alle richieste del governo, che nel documento “Digital Britain” ha fissato per gli operatori un obiettivo di riduzione del 70 % del file sharing nell’arco di un anno, e che con il “Digital Economy Bill” vuole introdurre come estrema misura punitiva la disconnessione da Internet per i file sharers impenitenti e recidivi. Anche se la tecnologia Detica Cview agisce in forma anonima e per dati aggregati senza identificare o archiviare informazioni relative ai singoli utenti, l’iniziativa di Virgin Media ha già provocato vivaci reazioni da parte di alcune associazioni dei consumatori e si pone in aperto contrasto all’atteggiamento di altri provider che, come TalkTalk, si oppongono all’attività di “polizia” della rete da parte dei fornitori di accessi a banda larga. Per contro, il responsabile media di Detica Andy Frost si augura che “il lancio di Cview spiani la strada a una maggiore collaborazione tra gli ISP e l’industria dei media”.