Facebook, Google, Yahoo! ed eBay sono i firmatari di una lettera aperta indirizzata al governo britannico per protestare contro alcune disposizioni contenute nel nuovo Digital Economy Bill. A preoccupare i giganti del Web è la “clausola 17” della normativa, che concederebbe al Segretario di Stato la facoltà di modificare la legge sul copyright in vigore se lo ritenesse necessario per controbattere le violazioni del diritto d’autore e dei diritti connessi. “Questo potere”, scrivono le quattro società nella pubblica missiva, “potrebbe ad esempio essere usato per introdurre ulteriori misure tecniche oppure per intensificare il monitoraggio dei dati relativi agli utenti Internet anche quando non ha avuto luogo nessuna attività illegale”: ne potrebbero derivare, a loro avviso, costi non necessari e un freno all’innovazione. Facebook, Google, Yahoo! ed eBay sostengono inoltre che l’entrata in vigore della norma intaccherebbe la certezza del diritto in tema di copyirght, facendo venire meno le condizioni su cui le imprese fanno affidamento per investire su nuovi modelli di business “intrinsecamente rischiosi” e allestiti per “promuovere i contenuti creativi”.