La difesa dell’identità musicale francese, messa a dura prova dalla crisi del mercato discografico e dal conseguente crollo degli investimenti nel repertorio nazionale, passa anche attraverso la possibile imposizione alle case discografiche di una licenza collettiva sulla musica digitale. Il provvedimento, ha spiegato il ministro della Cultura francese Frédéric Mitterrand intervenendo al Midem di Cannes, è stato previsto dal governo come misura atta a facilitare e accelerare i consumi digitali legali da parte del pubblico. “So che questa misura solleva delle opposizioni”, ha detto Mitterrand rispondendo indirettamente alle forti critiche che si sono levate dagli ambienti discografici, “ma è necessario lavorare tutti insieme e nei tempi più rapidi possibili al fine di creare un’offerta on-line più ricca”. Se l’industria non arriverà volontariamente ad una soluzione, ha ribadito, il modello di licenza unica finirà per essere imposto d’autorità: il governo ha affidato ad Emmanuel Hoog, già presidente dell’associazione nazionale del settore audiovisivo INA, il compito di mediare tra le parti interessate. L’agenda dell’amministrazione Sarkozy a sostegno dell’industria discografica, colpita fortemente dalla crisi nel 2008 e in leggero recupero nel 2009, include anche la riproposizione in sede europea del progetto di abbassare l’IVA sui prodotti culturali, interventi atti a garantire maggiori spazi alla musica in radio e in televisione e la messa in commercio, a partire dalla prossima estate, di una “carta giovani” destinata a stimolare i consumi di musica digitale legale tra le nuove generazioni (con 25 euro di spesa si avrebbe diritto a scaricare musica per un valore di 50 euro). Nulla di definito invece, ha concluso Mitterand, a proposito della “Google tax” che alcuni discografici (capeggiati da Patrick Zelnik della Naive) propongono di introdurre a sostegno delle industrie creative applicando un prelievo sulle entrate pubblicitarie dei giganti del Web.