L’abbinamento tra Duffy e Coca-Cola? “Pessimo”. Quello tra Robbie Williams e T-Mobile? “Terribile”. Dal Midem di Cannes il manager di Blur e Gorillaz, Chris Morrison, lancia un allarme contro il dilagare delle alleanze tra artisti pop rock e grossi brand commerciali. “Bisogna essere molto, molto cauti al riguardo”, ha ammonito Morrison intervenendo in un panel dedicato al tema dello sviluppo di nuovi artisti. “Siamo arrivati al punto in cui la musica corre il rischio di essere divorata dalle corporation, e stanno succedendo cose che mi preoccupano non poco”. Gli accordi con i grandi marchi commerciali, secondo Morrison, “non hanno fatto del bene alle carriere degli artisti né al modo in cui vengono percepiti dal pubblico. Credo che l’uso della musica come sottofondo in una campagna pubblicitaria crei molti meno problemi dell’associazione visiva con un artista”. Nel suo intervento, il manager inglese ha anche lamentato il ruolo preponderante, nella scoperta di talenti, di programmi come X Factor: “Se a partire dal 1945 la responsabilità dell’industria musicale fosse ricaduta tutta sui talent show non avremmo mai avuto il rock’n’roll e neppure Bob Dylan. Nulla di ciò sarebbe mai accaduto”.