Il settore dei videogiochi musicali sta facendo i conti con una drastica flessione delle vendite (si vedano le ultime notizie in arrivo dal fronte Activision). Secondo Philippe Dauman, presidente e amministratore delegato di Viacom (che attraverso Harmonix/Mtv pubblica i titoli della popolare collana Rock Band, ultimo dei quali quello dedicato ai Beatles), il tentativo di recuperare redditività passa necessariamente attraverso un contenimento dei diritti pagati alle case discografiche che forniscono i contenuti musicali. “Stiamo cercando di ridurre le spese associate a Rock Band, diventando più selettivi nella scelta dei titoli musicali proprio in base a quanto ci costano”, ha spiegato Dauman in sede di presentazione degli ultimi dati di bilancio della società: la soluzione, ha aggiunto, è che l’industria musicale accetti di incassare royalty inferiori sulle licenze. Per le case discografiche e per gli stessi artisti i videogiochi sono diventati una fonte importante di introiti oltre che un efficace veicolo promozionale e pubblicitario. Ma nel music business c’è chi la pensa in modo opposto rispetto a Dauman: in particolare Edgar Bronfman Jr., presidente e ad di Warner Music, che proprio a causa della divergenza di vedute sul valore economico delle licenze ha bloccato a lungo, l’anno scorso, la presenza dei suoi artisti sui videogiochi della serie Rock Band.