Rio Caraeff, presidente e CEO di Vevo, ha presentato quella che da più parti è stata giudicata come la joint venture più significativa costruita di recente dall’industria musicale. Lo ha fatto in occasione del Digital Music Forum East (New York, Museum of Jewish Heritage, 24-25 febbraio), toccando alcuni dei punti esposti ieri anche da Thomas Hesse di Sony Music. Caraeff ha esordito enfatizzando la differenza di esperienza musicale per l’utente rispetto al vero benchmark per i video online, ovvero YouTube: “Innanzitutto su Vevo abbiamo sviluppato un approccio strategico diverso da quello che tradizionalmente ha caratterizzato l’industria musicale: non pensiamo a come proteggere il nostro business e la nostra posizione, ma ci concentriamo su cosa è meglio per il fan. So che forse l’industria avrebbe dovuto farlo prima… Desideriamo controllare tutto del nostro prodotto per riuscirci: il marchio, le metriche e i formati pubblicitari, il pubblico… Se Vevo avrà successo, sarà un successo anche per YouTube. La nostra missione operativa si è tradotta nello sbarazzare il campo dai video di bassa qualità. Quante volte su YouTube, a fianco della versione ufficiale di un clip, se ne trovavano decine di altre derivate da attività UGC? Noi abbiamo voluto eliminare questa sorta di rumore di fondo. La nostra missione strategica è chiara: offrie un’esperienza di intrattenimento musicale interattivo di alta qualità, multipiattaforma e multiformato". Caraeff ha poi ampliato il concetto di Vevo come canale disponibile simultaneamente su più destinazioni: "Partiamo dal presupposto che sia inutile e controproducente cercare di condizionare le inclinazioni e le abitudini degli utenti, che dovrebbero fare esattamente ciò che desiderano. Per questo Vevo su YouTube è solo il primo passo. Vevo desidera offrire la propria esperienza video musicale ovunque, e presto saremo anche su AOL, su CBS e ancora altrove. Non vogliamo cercare di essere qualsiasi cosa per tutti, ma solo una cosa e fatta bene per il nostro pubbico di riferimento: video di qualità. E desideriamo che la circolazione dei nostri video di alta qualità sia la più capillare possibile: per questo consentiremo embedding e syndication senza limitazioni". Quanto ai numeri, le aspettative esposte da Caraeff sono elevate grazie a un esordio notevole: "Nei nostri primi due mesi di attività, nonostante alcuni noti problemi tecnici all'esordio, abbiamo già raggiunto una massa critica significativa, che ci pone a livelli superiori a quelli di Microsoft e di CBS, per fare due esempi: facciamo registrare un reach superiore al 35%, con 25 milioni di stream al giorno, ovvero 750 milioni al mese, con un pubblico prevalentemente giovane (28% under 18) e per il 47% maschile e il 53% femminile". Caraeff ha chiuso ribadendo l'obiettivo commerciale di Vevo, un'azienda impegnata a costruire un canale che piaccia agli inserzionisti online scettici nei confronti dell'UGC video: "Le dimensioni contano quando vuoi costruire una relazione forte con gli inserzionisti".