La fusione tra EMI e Warner Music – uno dei tormentoni più ossessivi dal 1999 ad oggi, nel campo del business musicale – potrebbe effettivamente verificarsi nel corso del 2010: lo sostengono diversi autorevoli analisti, chiamati ad esprimere la loro opinione in merito nel corso del Music & Money Symposium che Billboard ha organizzato la settimana scorsa a New York. “Fossi la EMI, metterei all’asta la società di edizioni musicali e svenderei la casa discografica alla Warner” ha spiegato Michael Nathanson della Sanford C. Bernstein, mentre Timothy Komada della venture capital Deep Fork Capital ha aggiunto che la separazione delle due entità creerebbe effettivamente più valore, dal momento che diverse società di private equity potrebbero essere interessate all’acquisto del catalogo editoriale amministrato dalla società se sgravate dal debito che incombe sulla casa discografica. Anche Tuba Amobi di Standard & Poor’s Equity Research dà per probabile questo scenario, dal momento che oggi il proprietario di EMI Terra Firma si trova in condizioni finanziarie molto più difficili che in passato e che la Warner sembra seriamente intenzionata a valutarne l’acquisto. La società guidata da Edgar Bronfman Jr. potrebbe persino prendere in considerazione l’eventualità di rilevare la società in blocco, discografia ed edizioni: per una società quotata in Borsa come la Warner, però, l’assunzione dell’ingente debito EMI diventerebbe ancora più delicata e problematica.