«Le majors non sono venute. Ma le majors non sono tutto, nell'orizzonte della musica». Così Riccardo Bertoncelli, responsabile culturale del terzo Salone della Musica di Torino, aperto l'8 ottobre al Lingotto. Quindicimila persone hanno visitato i padiglioni nella giornata inaugurale, e almeno cinquecento hanno partecipato all’incontro con Franco Battiato, apparso in gran forma. A chi gli chiedeva cosa pensava della sua influenza sulla musica di oggi, l'artista siciliano ha risposto: «L'influenza si cura con l'aspirina». E ha inoltre affermato: «Chi vuol fare musica, nessuno lo può fermare». <br> Battiato ha commentato i problemi avuti da questa edizione del Salone (vedi Archivio) firmando un breve articolo su "La Stampa" di Torino. «Dove si aiuta la musica, bisognerebbe esserci», scrive Battiato. «Chiedere a un musicista perchè viene al Salone della Musica è come chiedere perchè incide dischi o va in tournée. (...) Mi auguro, per le prossime edizioni, che si osi di più e si eviti il rischio di far morire di incuria questo Salone. Con le poche occasioni che la musica italiana ha di manifestarsi, specialmente per i meno noti, non si possono sprecare occasioni come questa, e non bisogna pensare al ritorno immediato rispetto a un investimento, perchè quello che manca alla musica italiana sono proprio i progetti a lunga scadenza».