<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"> <a href="http://www.rockol.it/search.php?s=Spotify&x=24&y=17">Spotify</a>, il più popolare servizio di streaming musicale europeo, debutterà sul mercato statunitense nel terzo trimestre del 2010: lo ha annunciato nel corso di un intervista a Bloomberg il senior vice president Paul Brown, spiegando che la società si sta procurando lo spazio server necessario e negoziando con le case discografiche le licenze del repertorio (sarebbero in corso trattative di collaborazione anche con <a href="http://www.rockol.it/search.php?s=Google&x=14&y=12">Google</a>). Le major americane si sono dimostrate finora piuttosto scettiche sul modello di business proposto dallo svedese Daniel Ek, basato principalmente su una spartizione degli introiti pubblicitari generati da un’offerta gratuita di musica in streaming. I discografici statunitensi mostrano maggiore apprezzamento per le formule di consumo ad abbonamento mensile proposte da concorrenti come <a href="http://www.rockol.it/search.php?s=Rhapsody&x=14&y=6">Rhapsody</a>. E sembra probabile che, sulla spinta di major come <a href="http://www.rockol.it/search.php?s=Warner&x=16&y=17">Warner Music</a> che rifiutano sempre più l’idea del free streaming, anche la versione americana di Spotify sarà focalizzata sull’opzione a pagamento, limitando al minimo l’offerta gratuita. </p>