<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"> Quattro giorni fa<span style="mso-spacerun: yes"> </span>il quotidiano inglese Telegraph scriveva che <a href="http://www.rockol.it/search.php?s=Sony+Music&x=16&y=14">Sony Music</a> stava considerando seriamente la proposta di <a href="http://www.rockol.it/search.php?s=Guy+Hands&x=18&y=8">Guy Hands </a>(Terra Firma), che in cambio di liquidità (150 milioni di dollari) <a href="http://www.rockol.it/news-106680/EMI,-back-catalog-'in-prestito'-a-un'altra-major-negli-Stati-Uniti--">offrirebbe in prestito per cinque anni il catalogo discografico della EMI negli Stati Uniti </a>. Ieri il Wall Street Journal smentiva. Poche ore dopo i "rumours" cambiavano nuovamente direzione: pare che non soltanto Sony ma anche <a href="http://www.rockol.it/search.php?s=Universal&x=12&y=16">Universal </a>siano ancora in corsa per firmare il contratto di "affitto", che a questo punto riguarderebbe tanto il Nord America che il Sud America, e per una cifra doppia (300 milioni di dollari). Resta esclusa solo Warner Music, che punta al bersaglio grosso: l'acquisto tout court della casa discografica, nel caso in cui l'insolvenza nei confronti di Citigroup la consegni nelle mani del creditore.</p> <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"> </p>