Con un comunicato ufficiale, Microsoft Corporation fa sapere che ha cominciato a cedere sul mercato la propria quota di minoranza in RealNetworks Inc., produttrice dei celebri software di streaming RealAudio e RealVideo. La vendita dovrebbe procedere fino all’alienazione completa delle azioni. Secondo Microsoft, la decisione era già stata notificata a RealNetworks nello scorso giugno, ma le due aziende non hanno raggiunto una decisione per concludere l’affare tra di loro: di qui la decisione del colosso di Redmond di rivolgersi direttamente al mercato. <br> Alle quotazioni correnti, si prospetta per Microsoft una meravigliosa plusvalenza: alla spesa di 30 milioni di dollari sostenuta nel luglio del 1997 per acquistare un pacchetto a 8,99 dollari per azione (precedentemente alla quotazione in borsa di RealNetworks e con l’accordo che le sarebbe stato consentito l’accesso al codice di programmazione del software, per potere rendere i propri prodotti perfettamente compatibili), si oppone un valore attuale di circa 42,88 dollari per azione, equivalente a un ammontare complessivo di 113 milioni di dollari. Rob Glaser, fondatore e CEO di RealNetworks (nonché ex uomo Microsoft), dichiara di non temere alcun impatto come conseguenza della mossa di Microsoft: <br> "Siamo contenti della nostra quota dell’85% nel mercato dello streaming, che ci vede crescere da 12 a 38 milioni di utenti. L’azione di Microsoft testimonia ulteriormente dell’importanza e del tremendo potenziale di questo mercato. Nei tre anni e mezzo passati, molti concorrenti, inclusa la stessa Microsoft (con NetShow - n.d.r.), sono entrati nel mercato: noi abbiamo continuato a incrementare moltissimo il nostro business e a consegnare il prodotto che la maggior parte dei consumatori ha decretato come standard”.<br> A margine va ricordato che nel luglio di quest’anno Glaser ha testimoniato di fronte a una commissione del Senato americano accusando Microsoft di comportamento anti-concorrenziale, e di avere deliberatamente causato incompatibilità tra la tecnologia RealNetworks ed i propri prodotti (accusa alla quale Microsoft ha replicato sostenendo che i problemi erano causati da bachi presenti nella nuova versione del RealPlayer).