Il T.A.R. del Lazio ha respinto il ricorso presentato dalle major discografiche contro la sentenza dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che lo scorso mese di ottobre aveva comminato a BMG, EMI, PolyGram, Sony Music e Warner una multa complessiva di oltre sette miliardi e mezzo di lire "per pratiche anticoncorrenziali" (accusandole di avere abusato della propria posizione dominante allo scopo di mantenere artificialmente alti i prezzi di vendita dei dischi).<br> In sostanza, il tribunale amministrativo regionale ha ritenuto che le conclusioni alle quali è giunto l'organo antitrust non siano tali da impedire alle citate case discografiche l'esercizio delle loro attività, e che l'entità della sanzione impartita non costituisca un danno grave per i loro bilanci.<br> E' probabile che contro la decisione le multinazionali tenteranno ora la carta del ricorso al Consiglio di Stato. Ma per il momento sono costrette a incassare un duro colpo, che sembra destinato fra l'altro a provocare ripercussioni sul piano internazionale: alla discografia italiana tocca il non invidiabile primato di essere stata la prima a uscire sconfitta da un'indagine condotta dalle autorità garanti della concorrenza, a differenza di quanto è avvenuto in Gran Bretagna, in Olanda e negli Stati Uniti.