«Il Medioevo è finito. Sta per cominciare il Rinascimento». La dichiarazione, molto moderata, è del sindaco di Sanremo Bottini. «Abbiamo fatto il miracolo», annuncia, con analogo understatement, il direttore di RaiUno Saccà. Ma di cosa stanno parlando? Della grande rivoluzione: il Festival di Sanremo torna a separare "Big" e "Nuove proposte". Dal '99 ci saranno nuovamente due gare (ciascuna con 14 partecipanti). La selezione preliminare sarà affidata a 5 "saggi" indicati dalla Rai, e a decretare i vincitori non sarà più un campione demoscopico ma una combinazione di televoto e di una giuria composta da dieci esperti indicati da RadioRai. E' il sistema già in uso per Miss Italia. Peraltro, una telefonata costa molto meno delle schedine Totip, nelle quali Pupo (per sua ammissione) investì anni fa nel tentativo di comprarsi la vittoria. Probabile infine anche la creazione di una vetrina parallela in cui, fuori gara, i totem della canzone italiana potranno proporsi in grande stile - anche in playback, se lo riterranno opportuno. <br> «Siamo partiti da una grave crisi nel rapporto con il Comune di Sanremo», ha detto il fresco direttore Agostino Saccà, addossando velatamente le responsabilità al suo predecessore. «Ora Sanremo ha la possibilità di diventare la Nashville italiana». Speriamo che il riferimento non implichi anche riferimenti diretti al film di Robert Altman.<br> Queste invece le dichiarazioni a caldo di due recenti vincitrici del Festival: Giorgia si dice favorevole («Aumentano le possibilità di vincere per entrambe le categorie»), Annalisa Minetti contraria («E' un passo indietro, che protegge i già famosi e rivela la loro insicurezza; quanto alla giuria, gli esperti non sempre comprano i dischi»). <br> A margine, annunciati enormi, epocali cambiamenti anche nel contorno: mai più il "Dopofestival", ma finalmente "Sanremo notte"; "Sanremo giovani" diventerà "Sanremo famosi"; e "Sanremo Top" verrà chiamata "Sanremo Estate".