SIAE ed SCF collaboreranno nella raccolta dei diritti “connessi”, dovuti a case discografiche e artisti interpreti per la diffusione in pubblico di musica registrata. In base a un accordo raggiunto tra i due enti, la società degli autori riscuoterà in esclusiva, su mandato di SCF, i compensi dovuti da discoteche, discobar e locali analoghi, mentre il Consorzio Fonografici si occuperà direttamente dell’incasso delle somme dovute da alberghi ed esercizi commerciali a tutti i produttori discografici (compresi quelli associati AFI, che con la SIAE aveva già firmato una convenzione relativa alla gestione dei diritti connessi); in entrambi i casi resteranno in vigore le tariffe preventivamente concordate tra la SCF e le associazioni di categoria maggiormente rappresentative. L’accordo, finalizzato a rendere più organico e razionale il sistema della raccolta dei diritti (e a rafforzare la rappresentatività di SCF nei confronti dell'intero comparto discografico) segna l’ultimo atto della presidenza di Gianluigi Chiodaroli, che così lo ha commentato: “Siamo molto soddisfatti dell’intesa raggiunta oggi con SIAE, protagonista insieme a noi di un accordo che guarda al futuro, verso la creazione di una struttura di collaborazione condivisa, finalizzata all’ottimizzazione dei processi di raccolta. Un’intesa dalla forte valenza politica che conferma l’impegno di SIAE e SCF nel ‘fare sistema’ per promuovere l’affermazione di tutti i diritti, nel rispetto e nella valorizzazione dei soggetti titolari, dagli autori ed editori, agli artisti e produttori discografici. Un’alleanza che ci vede uniti da un comune denominatore: educare alla legalità, far crescere nelle imprese utilizzatrici di musica la cultura del rispetto e dei diritti”. “La SIAE ha accolto con piacere il mandato ricevuto da SCF”, aggiunge il presidente della società degli autori Giorgio Assumma, “consapevole che il proprio ruolo istituzionale, svolto da decenni a tutela del diritto d’autore, rappresenti garanzia di correttezza, professionalità ed esperienza tali da porsi quale sportello di sicura e indubbia trasparenza nel rapporto tra utilizzatori e titolari dei diritti connessi”.