Cinque impresari afroamericani hanno fatto causa a 29 impresari e undici agenzie (fra cui la Creative Artists Agency, la William Morris, la SFX Entertainment, la Pace Concerts e la Universal Concerts) per «discriminazione razziale», sostenendo che «una confraternita bianca nel campo della promozione dei concerti nega la promozione di tour con i migliori cantanti afro-americani», e che i più famosi cantanti pop e rock si rivolgono sempre a organizzatori bianchi. Gli accusatori - Rowe Entertainment, BAB Productions, Sun Song, la Summit Management e Lee King Productions - chiedono 850 milioni di dollari di risarcimento danni.