Si ricuce lo “strappo” tra le etichette indipendenti italiane che aveva indotto due anni e mezzo fa alcune delle maggiori esponenti dell’imprenditoria discografica nazionale (RTI in testa) ad abbandonare l’Afi in favore della Fimi, l’associazione delle major multinazionali?<br> L’ipotesi di una riunificazione di tutte le imprese discografiche nazionali sotto la bandiera dell’Afi è stata discussa ieri, 8 maggio 1998, in un’assemblea aperta organizzata dall’associazione presso la sede milanese dell’Assolombarda. Al meeting (in realtà disertato da molti degli associati: impegni di lavoro o scarso coinvolgimento nelle vicende associative?) hanno partecipato alcuni dei protagonisti della diaspora del dicembre 1996, come Roberto Magrini (direttore generale della RTI, oggi la maggiore realtà discografica nazionale indipendente), Diego Leoni (dell’etichetta bresciana Media Records) e Flavia Matalon, esponente della famiglia che gestisce la casa discografica Ducale.<br> Ammettendo di essersi sentito “usato” dalle multinazionali e la propria insoddisfazione per la posizione riconosciuta alla sua azienda nell’ambito della Fimi, Magrini ha precisato che gli indipendenti associati alla federazione delle majors stanno ancora discutendo con il direttivo Fimi le condizioni di una loro permanenza nell’ambito dell’associazione, ma ha aggiunto di ritenere probabile una riunificazione dell’intero settore indipendente, prospettiva caldeggiata nell’occasione dagli interventi del presidente Afi in carica Franco Donato e da membri dell’associazione come Roberto Dané, Franco Bixio, Nello Marti e Mario Limongelli.<br> Quest’ultimo, direttore generale della NAR, ha approfittato dell’occasione per presentate formalmente la sua candidatura (al momento l’unica avanzata in via ufficiale) per le prossime elezioni presidenziali. Il rinnovo delle cariche sociali dovrebbe avvenire a fine mese: ma è molto probabile che, se l’ipotesi di riunificazione andrà in porto come sembra, le scadenze verranno prorogate di qualche altro mese.