Clive Davis, leggendario fondatore della casa discografica Arista, è la persona di cui tutti gli addetti ai lavori americani stanno parlando in questo momento. Secondo alcune voci circolate questa settimana, la Bertelsmann, ovvero il gruppo cui la Arista fa capo, avrebbe fatto un’offerta (si dice di 100 milioni di dollari) per comprare del tutto l’etichetta LaFace Records, specializzata in black music, e diretta tra gli altri dal musicista e produttore Kenneth “Babyface'' Edmonds. La BMG possiede già metà della LaFace, che ha tra i suoi artisti TLC e Toni Braxton. Ma secondo il "Los Angeles Times", il vero obbiettivo sarebbe quello di portare il comproprietario della LaFace, Antonio “L.A.'' Reid, sulla poltrona del 66enne Davis - cui verrebbe dato il benservito. Ma trattandosi di quel Clive Davis che ha portato alla BMG il 33% della sua quota di mercato (in questo momento, ha appena portato Santana in testa alle charts; e anche come talent-scout, ha giocato un ruolo fondamentale nelle carriere di Aretha Franklin, Whitney Houston e Janis Joplin) l’impresa non è facile. Si dice però che il suo autogol sia stato il contratto miliardario per garantire alla Arista Sean "Puff" Combs, noto come Puff Daddy - il cui recente "Forever" langue al n.60 in classifica. Davis, che dieci anni fa ha portato Edmonds e Reid nell’orbita della BMG, ha dichiarato che non ha alcuna intenzione di dimettersi: si sente all’apice della sua carriera e ha intenzione di onorare il contratto che lo lega alla casa discografica. La quale tuttavia sostiene di stare semplicemente cercando un successore. Secondo "Rolling Stone", la BMG stava preparando un "morbido" passaggio di poteri; il problema è che Davis non sembra voler rinunciare al timone.