Con il contratto dell’amministratore delegato Rolf Schmidt-Holtz in scadenza a fine anno, si moltiplicano le indiscrezioni riguardanti la sua successione alla guida di Sony Music. Secondo il giornalista americano Peter Lauria, solitamente bene informato, due sono i candidati tra cui si giocherà la partita: il primo è il capo del gruppo di etichette RCA/Jive Barry Weiss, secondo i “rumours” caldeggiato dallo stesso Schmidt-Holtz; il secondo è Rob Stringer, capo della Columbia/Epic nonché fratello del numero uno di Sony Corp Howard Stringer. Ma negli ultimi giorni sembrano emergere come ipotesi più concrete altre possibilità: ovvero che a Schmidt-Holtz venga rinnovato il contratto, oppure che al suo posto arrivi proprio il suo diretto superiore, Stringer sr. Massima incertezza, come si vede, mentre Sony Music – costituita da Sony Music Entertainment, Sony Music Entertainment Japan e il 50 % della società di edizioni Sony/ATV – riporta per l’anno fiscale chiuso al 31 marzo 2010 un incremento del 35 % nel fatturato (5,6 miliardi di dollari) e del 31,1 % nell’utile di esercizio (393 milioni di dollari) grazie principalmente alle vendite del catalogo di Michael Jackson, a best sellers come gli album di Susan Boyle, di Alicia Keys e della serie televisiva “Glee”, all’aumento degli introiti derivanti da concerti, sponsorizzazioni e progetti cinematografici e televisivi e alla riduzione dei costi fissi di esercizio. I dati sono però falsati dal raffronto con un anno nel quale la società controllava solo il 50 % della joint venture Sony BMG: riaggiustando le cifre in modo da imputare a Sony il 100 % dei risultati del bilancio precedente, ne risulta una flessione di fatturato del 5 %, dovuta all’apprezzamento dello yen (in cui sono espressi i dati) rispetto al dollaro e al crollo strutturale delle vendite di Cd.