Mentre gli occhi di tutti restano puntati su Apple (di cui, dopo l’acquisizione di Lala, si attende l’ingresso nel campo dello streaming musicale e della “music cloud”), la società di mobile music mSpot lancia a sua volta un servizio “cloud-based” destinato però ai dispositivi azionati dal sistema operativo Android di Google: la piattaforma, che ha iniziato in questi giorni un periodo di test con accesso a inviti, permetterà dunque agli utenti di sincronizzare la propria collezione di file musicali digitali con il pc e il cellulare, accedendo alla “nuvola” da qualunque dispositivo compatibile. Nel periodo sperimentale l’accesso è completamente gratuito; ma a regime, secondo le prime indiscrezioni, il modello di business sarà di tipo “freemium” (free+premium). Gli utenti avranno a disposizione 2GB di archivio gratuito (corrispondente a circa 600 canzoni, ai tassi di compressione correnti dei file), ma dovranno pagare per incrementare la capacità di memoria: 2,99 dollari al mese per 10 GB e 4,99 per 20 GB addizionali, stanto a quanto riporta Digital Media Wire.