Il crollo mondiale dei fatturati discografici, la crescita rallentata del mercato digitale, la recessione economica e la pirateria sono alla base del riassetto organizzativo deciso da EMI Music Publishing in Europa, stando a una e-mail interna divulgata da Billboard.biz e che il presidente Roger Faxon ha inviato agli autori olandesi sotto contratto con la major, i primi ad essere direttamente toccati dalla ristrutturazione: a conferma delle indiscrezioni anticipate nei giorni scorsi dallo stesso Billboard, la società di edizioni musicali si prepara a chiudere i suoi uffici in Olanda (Hilversum, il 30 giugno) e in Belgio (Bruxelles, il 14 giugno), lasciando a casa 16 dipendenti (12 e 4 rispettivamente). I rapporti con gli autori locali (come Anouk in Olanda e Hooverphonic e dEUS in Belgio) verranno delegati in gran parte ad altre sedi europee della società. “Se prima avevamo aziende autosufficienti in ogni Paese europeo”, spiega Faxon nel suo messaggio trasmesso per posta elettronica, “ora ci stiamo configurando come un’unica impresa che si estende dalla Scandinavia al Regno Unito, dalla Spagna alla Germania, dall’Italia all’Olanda e oltre, fino ad ogni altra parte d’Europa”. Faxon assicura che in seguito alla riorganizzazione EMI Music Publishing offrirà un servizio migliore ad artisti, autori e case discografiche. Ma secondo André de Raaff, amministratore delegato del gruppo editoriale indipendente Imagem Music Group, la chiusura degli uffici può significare una sola cosa: “che la società verrà venduta”.