Condividere file in rete? E’ come prestare un libro a un amico: questa la tesi, sicuramente irritante per l’industria musicale, sostenuta dai giudici spagnoli chiamati a dirimere una vertenza che vede opposte le case discografiche alla piattaforma p2p CVCDGO. “Dai tempi antichi”, sostiene il dispositivo della sentenza, “si verifica la vendita o il prestito di libri, film, musica e altro. La differenza, oggi, consiste principalmente nel medium utilizzato: prima erano la carta o altri strumenti analogici, oggi tutto avviene nel formato digitale che permette uno scambio molto più rapido e di più alta qualità e con una distribuzione globale attraverso Internet”. Secondo il tribunale, l’imputato non ha violato i copyright delle aziende musicali dal momento che la sua piattaforma non archivia, gestisce né distribuisce direttamente contenuti illegali; sullo stesso orientamento giurisprudenziale si erano già mosse in precedenza altre sentenze della magistratura iberica. In Spagna, come noto, la pirateria musicale ha raggiunto livelli di guardia: secondo alcune stime assorbe addirittura il 95,6 % di tutta la musica consumata on-line nel Paese; il danno per l’industria, nella seconda metà del 2009, è stato quantificato in 5 milioni di euro.