Grazie agli accordi sottoscritti (a partire dallo scorso mese di aprile) tra Pirames International e YouTube, etichette e artisti indipendenti distribuiti in formato digitale dalla società di Federico Montesanto hanno ora modo di “monetizzare” concretamente la loro presenza sulla piattaforma di video-sharing, incassando proventi da ogni singola visualizzazione dei propri contenuti. Gli strumenti tecnici forniti da Google (il “Content ID” che consente l’identificazione dei contenuti marchiati da un fingerprint esclusivo, il CMS o Content Management System che permette di monitorare in tempo reale gli utilizzi degli stessi sulla piattaforma) permettono infatti di attribuire a ciascun titolare del repertorio, in proporzione alle visualizzazioni, una quota dei ricavi generati dai messaggi pubblicitari presenti sul player video o sulle “watch pages” di YouTube, anche nel caso di “audio swap” con cui utenti terzi del sito abbinano ai propri video “user generated” una delle tracce audio disponibili sulla libreria di Google. Oltre a questa monetizzazione per così dire di “base”, legata alla fruizione dei contenuti audio e video originali, i partner di Pirames possono beneficiare (firmando un contratto di servizio integrativo ma gratuito) di una monetizzazione “premium”, che si articola nella possibilità di ricavare proventi da qualunque altro contenuto postato sulla piattaforma (per esempio video live, interviste, documentari o sequenze di immagini) e da ogni visualizzazione sul proprio canale YouTube (o anche da canali privati o monotematici). “Personalmente credo molto in questo nuovo servizio”, spiega Montesanto, “e ritengo che se utilizzato nella maniera corretta, in 6/8 mesi lo stesso possa anche superare i proventi generati dal digital download”.