La sconfitta in tribunale di Guy Hands apre diversi scenari possibili circa il futuro della EMI. Uno dei più probabili, secondo gli analisti, è che gli investitori di Terra Firma si rifiutino di versare altro denaro nelle casse della major inglese, esponendola al rischio di insolvenza nei confronti del creditore Citigroup già a partire dal prossimo mese di marzo, quando è in scadenza una rata del piano di rimborso concordato: se così stessero le cose, la banca assumerebbe il controllo della EMI per poi venderla presumibilmente a un concorrente interessato (Warner Music?). Secondo qualche osservatore, tuttavia, Hands ha ancora qualche carta da giocare: potrebbe ad esempio tentare di convincere Citigroup a ristrutturare il debito (3 miliardi di sterline), in cambio della cessione di quote azionarie della EMI e aprendo la porta ad altri investitori esterni invitati dalla banca. Una terza possibilità è che Hands finanzi la EMI con i propri capitali, mantenendone il controllo almeno fino a quando non sarà in grado di negoziare lui stesso una vendita a condizioni ritenute più convenienti. In ogni caso, stando a quanto scrive Damian Reece sul Telegraph, dopo l’esito del processo “i tempi di sussistenza della EMI come società indipendente si sono notevolmente ridotti”.