Martedì prossimo, 23 novembre, Amazon dovrebbe annunciare ufficialmente il suo ingresso in Italia. Il condizionale è d’obbligo perché, dopo la comparsa a Roma e a Milano di alcuni “teaser” sotto forma di cartelloni pubblicitari, luogo e ora della ipotetica conferenza stampa di presentazione (che avrebbe luogo nel capoluogo lombardo) non sono ancora stati comunicati. Le informazioni diffuse in rete da siti come Bitmat.it e IlPost.it indicano una volontà da parte di Amazon.it di aprire il suo sito in lingua italiana prima di Natale, dunque in anticipo sui tempi programmati: a Rockol, tuttavia, risulta che le major discografiche non abbiano ancora stipulato contratti diretti di fornitura, e che per assemblare il suo primo stock di titoli musicali la società si stia rifornendo presso un paio di grossisti e distributori. Qualcuno mette in dubbio, di conseguenza, che l’attività di vendita possa effettivamente iniziare, o entrare a regime, prima di gennaio o febbraio 2011. Risulta anche che Amazon (la cui apertura in Italia è coordinata dal senior vice president International Retail Diego Piacentini) intenda appoggiarsi almeno inizialmente alla sede di Parigi per la gestione degli acquisti, della logistica e del magazzino; mentre sembra certo che il primo assortimento punterà molto sul core business dell’emporio elettronico, libri (anche nel formato e-books), musica (cd e lp, e non download), dvd e videogiochi. Fondata a Seattle da Jeff Bezos nel 1994, Amazon ha iniziato l’attività di vendita on-line l’anno seguente negli Stati Uniti, diventando in poco tempo l’azienda leader nel mercato mondiale del commercio elettronico; atttualmente gestisce negozi virtuali in Canada, Giappone, Francia, Germania, Regno Unito e Cina. I dati societari relativi al terzo trimestre 2010 indicano un fatturato di 7,56 miliardi di dollari (a fronte dei 5,44 miliardi incassati nello stesso periodo dell’anno precedente) e un utile netto di 231 milioni di dollari (199 milioni nello stesso trimestre del 2009).