Sembra sempre più improbabile che il chiacchieratissimo servizio di musica digitale ideato da Google possa fare la sua comparsa in rete prima della fine dell’anno, così come programmato nei quartieri generali di Mountain View. Secondo il New York Post, le major sono ancora riluttanti a concedere le licenze per un servizio “cloud-based” che consenta di accedere in streaming, e da qualunque dispositivo digitale, alla propria collezione di files audio trasferiti sulla “nuvola”, cioè sui server gestiti dalla stessa Google. I discografici, scrive la giornalista Claire Atkinson, temono che il “digital locker” venga utilizzato anche per archiviare brani piratati, e vogliono saperne di più sui sistemi di compensazione previsti per artisti ed etichette. Google, d’altro canto, non sembra intenzionata a lanciare separatamente la piattaforma di download a pagamento che dovrebbe essere incorporata nel servizio: di qui la possibilità sempre più realistica che il tutto possa essere rimandato ai primi mesi del 2011.