I file sharer americani rischiano multe salatissime, dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti si è rifiutata di riesaminare la sentenza di appello con cui un tribunale texano ha condannato la studentessa Whitney Harper a pagare 27.750 dollari per avere condiviso illegalmente in rete 37 canzoni. Nel caso intentato dalla Maverick Records (l’ex etichetta di Madonna, ora appartenente al gruppo Warner Music) e da altre società musicali, il giudice di primo grado era stato molto più clemente con la Harper, all’epoca una studentessa sedicenne, accettando la tesi secondo la quale la ragazza non era consapevole di infrangere le leggi sul copyright: l’imputata, di conseguenza, era stata condannata a pagare 200 dollari a canzone, invece dei 750 stabiliti come tariffa minima dal Copyright Act. In appello, la tesi di violazione inconsapevole era stata ritenuta infondata e irrilevante, così da eliminare ogni sconto di pena; e ora l’astensione dal giudizio della Corte Suprema convalida di fatto quel verdetto.