L’ultima impresa di Richard Branson, dopo i dischi e i mediastores, i treni e le linee aeree, le palestre e i soft drinks, la Formula Uno e i viaggi spaziali per nababbi, è un magazine elettronico che si legge solo sull’iPad. La rivista si chiama Project, è destinata a un pubblico di “gente creativa” e si caratterizza per un contenuto “dinamico”, con pagine (100 nel primo numero, in copertina l’attore Jeff Bridges), articoli e inserzioni pubblicitarie multimediali e interattive (composte cioè di audio, video, testi) che cambiano a ritmo quotidiano o anche più volte al giorno. Creato dal Virgin Group di Branson in collaborazione con l’editore inglese Seven Squared, Project è realizzato da uno staff ridotto di persone (20 dipendenti) coordinati dal direttore Anthony Noguera; costa 2,99 dollari a numero e tratta di “celebrities e rock’n’roll, ma non solo di quello”, come ha spiegato Branson presentando il progetto a New York e illustrando articoli che hanno per soggetto autori letterari, sviluppatori di videogiochi, imprenditori e famosi chef. Nei prossimi numeri, ha aggiunto, Project includerà anche contenuti “user generated” dai lettori. “Una cosa che avevo scribacchiato sui miei appunti quando a sedici anni lanciai un giornalino scolastico, Student, con il mio compagno Johnny Gems”, ha ricordato. “Da allora le cose sono molto cambiate, e personalmente sono convinto che il futuro dell’editoria stia nelle applicazioni e non negli scaffali”. “Non abbiamo un budget pubblicitario delle dimensioni di quello di Rupert Murdoch”, ha concluso il magnate inglese facendo riferimento al quotidiano per tablet elettronici che News Corp. si prepara a lanciare all’inizio dell’anno prossimo. “Però contiamo molto sul passaparola. Se la nostra squadra ha fatto tutto a dovere come credo, saranno i blogger a lavorare per noi”.