<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt"> Proseguono a ritmo intenso le trattative per il lancio da parte di <a href="http://www.rockol.it/search.php?s=Google&x=20&y=30">Google</a> di un servizio <a href="http://www.rockol.it/search.php?s=music+cloud&x=13&y=32">“music cloud” </a>(che permette di ascoltare la propria collezione di file audio collegandosi via Internet a un server da qualunque dispositivo fisso o mobile connesso). L’avvocato Elizabeth Moody, specialista in materia di tecnologia musicale, sta negoziando tuttora con i maggiori editori musicali al fine di strappar loro un sì al lancio di una piattaforma che deve ovviamente coinvolgere anche le case discografiche: queste ultime continuano a mostrarsi scettiche e preoccupate, soprattutto per il possibile impulso alla pirateria on-line riconducibile alla diffusione in rete delle library digitali private, e avanzano anche la pretesa di pagamenti extra per quello che ritengono essere uno sfruttamento commerciale aggiuntivo del loro repertorio. A queste richieste sembra che Google stia prestando orecchio, mostrandosi disposta ad elargire grossi anticipi ai fornitori di contenuto. Il colosso del Web sembra anche interessato, in un secondo momento, a lanciare un servizio di streaming tradizionale, ma sembra avere rinunciato definitivamente all’opzione di rilevare <a href="http://www.rockol.it/search.php?s=Rhapsody&x=18&y=22">Rhapsody</a>.<span style="mso-spacerun: yes"> </span></p>